Addio a via capelli

addio a via capelli

Oggi, ci hanno comunicato, che verremo trasferiti di sede, con questa poesia chiude il blog di via capelli.

Addio/
solidi rifiuti urbani ed elevati al cielo/
lordure inuguali/
note a chi è cresciuto tra voi/
e impresse nella sua mente/
non meno che l’aspetto de’ lo tuo pattume/
torrenti de’ piscio si distingue lo scroscio/
come il suono delle voci dei saraceni/
che spostan vesti biancheggianti sul pendìo/
come branchi di pecore pascenti/
addio!/
Quanto è tristo il passo di chi/
cresciuto tra voi/
se ne allontana!/

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45 cm di classicità

La sedia è un elemento di arredo utilizzato, per l’appunto, per sedersi. È costituita, nella tipologia classica, da un piano orizzontale (la “seduta”), delle gambe di sostenimento (in numero di quattro) e da uno schienale di appoggio. Così come la seduta o lo schienale possono assumere forme diverse (ma pur sempre legate, in genere, a condizionamenti di carattere ergonomico), le gambe possono essere anche in numero di tre, o, in contesti particolari, in numero di uno (ad esempio nelle sedie di un bar).

Per motivi ergonomici la seduta è convenzionalmente sollevata rispetto al pavimento di 45 cm (nel caso delle sedie da bar invece di 75 cm).

Col termine al plurale di “sedute” ci si può riferire anche al complesso di posti a sedere che caratterizzano un progetto architettonico, con riferimento alla loro posizione nel contesto e alla loro tipologia.

I materiali con cui può essere realizzata una sedia sono svariati, in quanto costituisce di per sè uno dei campi più indagati all’interno del mondo del design. La maniera più classica di realizzare una sedia è quella di far uso del legno (nella storia i primi esempi sono costituiti di questo materiale), ma diffusissimi sono anche i prodotti in materiale plastico. Negli ultimi anni si sta facendo ricorso anche all’alluminio o all’acciaio alleggerito, capaci di diminuirne notevolmente il peso.

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Pensile senza cucina

Nella maggior parte delle cucine è più facile iniziare a installare i pensili. In questo modo non ci sono mobili base da evitare ed è più facile usare la scala. Se non hai pensili da installare, passa alla fase successiva (Installa i mobili base). Se non l’hai ancora fatto, misura e disegna la posizione dei mobili sulla parete, per assicurarti che ci stiano tutti gli elementi. È importante anche segnare eventuali punti irregolari del muro e livellarli con lo stucco o con degli spessori.

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Cassettone delle sorelle Lisbon

Mentre sollevava tappeti e buttava asciugamani, liberava a ondate gli odori della casa, e molta gente si convinse che quella mascherina non serviva a proteggerlo dalla polvere, bensì a difenderlo dalle esalazioni delle sorelle Lisbon ancora vive nella biancheria da letto e nei tendaggi, nella tappezzeria che si scollava dalle pareti, nelle chiazze della moquette conservata come nuova sotto cassettoni e comodini.

Jeffrey Eugenides – Le vergini suicide

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Abluzione delle mani

L’abluzione è un lavaggio rituale a scopo di purificazione spirituale.

Indipendentemente dal concetto di impurità che varia a seconda delle culture, l’abluzione (parziale oppure totale), è stata in ogni tempo consuetudine comune presso ogni tradizione religiosa. Si configura sia come un atto sacrificativo all’interno dei riti di passaggio, sia come gesto propiziatorio praticato allo scopo di rendere innocuo il contatto con il sacro o, viceversa, eliminare gli effetti contaminatori. Spesso l’abluzione consiste, a seconda dei casi, in un bagno completo oppure nel lavaggio delle mani, da effettuare prima di un atto rituale, ad esempio prima di un sacrificio o un’offerta nella religione romana o prima della preghiera nell’Islam.

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Desktop sfond(ato)

Il desktop environment (DE) (dall’inglese: ambiente della scrivania, ma detto solitamente ambiente desktop in italiano, o anche semplicemente scrivania) è l’interfaccia grafica (GUI) che permette di usare un computer tramite l’interazione con oggetti grafici, come le icone e le finestre dei programmi, in quella che è appunto chiamata metafora della scrivania.

Gli ambienti desktop di sistemi operativi popolari come Microsoft Windows e Mac OS X sono relativamente statici. Ciò permette anche ad utenti poco esperti di acquisire facilmente l’esperienza necessaria ad usarli. Esistono però temi e componenti software che permettono di cambiare completamente l’aspetto delle interfacce degli elementi principali, come le finestre, i pulsanti e le icone.

Su sistemi che usano l’X Window System (sono solitamente sistemi unix) invece il DE consiste di un window manager, di alcune skin personalizzabili, di programmi e librerie che gestiscono il desktop. Tutti questi moduli possono essere modificati e configurati individualmente, al fine di ottenere una combinazione unica. Le ultime versioni di questi componenti facilitano enormemente il compito dell’utente, offrendo molte configurazioni già ottimizzate.

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Anna e Barbera

La Barbera è un vino del Piemonte dove per tradizione è indicato col femminile (la Barbera appunto). Con “il Barbera” ci si riferisce al vitigno che, per quanto è dato conoscere, è meno antico di altri coltivati da sempre in Piemonte quali il moscato, il grignolino (coltivato specialmente nella provincia di Asti) e il nebbiolo. La sua espansione è stata costante nei secoli ed oggi è il vitigno a bacca rossa più diffuso nella regione.

Il Barbera, vitigno autoctono, è diffuso mediamente in tutto il Piemonte, principalmente nella zona di Alba e di Asti.
La barbera di Asti o d’Alba può ottenere una denominazione superiore dopo un anno di invecchiamento in botte di rovere. Tipica piemontese è anche “La Barbera vivace”, ovvero una barbera giovane e con una leggera effervescenza. Tra quella d’Alba, d’Asti e la barbera del Monferrato troviamo delle differenze abbastanza importanti, a causa del variare del territorio regionale relativamente alle diverse zone.

La Barbera è da bere giovane, nella sua versione senza invecchiamento, da lasciare riposare alcuni anni prima di degustare nelle sue versioni superiori. Infatti soprattutto nella Barbera d’Alba Superiore, troviamo che i tannini (che la rendono ricca di acido gallotannico e quindi di sapore particolarmente aspro) sono piuttosto marcati e di conseguenza se bevuto poco dopo la messa in bottiglia possiamo riscontrare una certa spigolosità, che va piano piano arrotondandosi con il passare del tempo. Una barbera d’Alba superiore può, nelle sue annate migliori, raggiungere i 15°, senza pertanto avere un tasso alcolico particolarmente forte, in quanto la struttura stessa del vino tende ad equilibrarlo rendendo piacevole l’alta gradazione.

Vino di gran classe, apprezzato sulle tavole internazionali, si adatta anche molto bene nella preparazione di alcuni piatti tipici piemontesi, come arrosti di carne o risotti.

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